August 6, 2020
ISSUE 9
BY ELISABETTA PERO
STRATEGIST AT IL PRISMA

Scalo Farini: un nuovo punto di vista sulla città (en) Farini Railway Yard: a new viewpoint on the city

Scalo Farini: un nuovo punto di vista sulla città

Parliamo dell’Ex Scalo Farini a Milano. Questo luogo, che si definisce per ciò che non è più, apre a delle domande: quando è diventato ex lo Scalo Farini? Chi ha lasciato chi? È stata la città a lasciarlo, oppure la ferrovia? Forse sono state le merci a scegliere di non passare più di lì?

La globalizzazione, la delocalizzazione, la fine della produzione industriale in Occidente… probabilmente sono state tutte e tre a lasciare lo scalo: la città, la ferrovia e le merci.

È rimasto così tanto tempo senza una storia che il prefisso ex gli è rimasto attaccato per molto tempo. Forse solo nell’ultimo anno ha iniziato a riprendersi il suo nome e cognome, Scalo Farini, liberandosi del peso della vita passata.

I milanesi di oggi fanno fatica a immaginare cosa lo Scalo abbia veramente vissuto nella sua epoca d’oro, un po’ perché la città attuale è tutta un’altra Milano, un po’ perché anche chi ha vissuto una parte del periodo industriale non ha più percepito quel vuoto, né ha più visto come operarie le case degli artisti del quartiere Isola, o come opifici i ristoranti dell’area. Chi non sapeva, non immaginava e chi sapeva non vedeva più. Si può dimenticare anche ciò che esiste ancora, perché ha perso di significato. E poi ha senso definire “epoca d’oro” una fase fatta di fatiche operaie e fumi grigi?

Felici di dimenticare, i milanesi della Milano anni 80 hanno rimosso la storia degli scali, si sono identificati solo nel centro della città, mentre si spostavano ad abitare nell’hinterland.

Finiti gli anni 80, Milano città perdeva energie avviandosi a vivere una crisi economica, culturale e sociale..

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(en)

Farini Railway Yard: a new viewpoint on the city

Let’s talk about the Ex Scalo Farini (Farini Railway Yard) in Milan. This place, which defines itself for what it is no longer, opens up to questions: when did Scalo Farini become an ex? Who left whom? Was it the city that left it, or was it the railroad? Maybe it was the goods that chose not to pass over there anymore?

Globalization, delocalization, the end of industrial production in the West… probably the railway yard was abandoned by all three of them: the city, the railroad and the goods.

It has been without a story for so long that the prefix ex has stuck to it for a long time. Perhaps it was only in the last year that it began to take back its name and surname, Scalo Farini, freeing itself from the weight of the past life.

Today’s Milanese find it hard to imagine what the Railway Yard really experienced in its golden age, partly because the current city is a completely different Milan, partly because even those who lived part of the industrial period did not perceive that void anymore, nor have they seen the houses of the artists in the Isola District as of workers, or the local restaurants as factories. Who did not know, did not imagine and who knew, did not see it anymore. One can forget even what still exists, because it has lost its meaning. By the way, does it make sense to define as a “golden age” a phase made up of workers’ fatigue and gray smoke?

Happy to forget it all, the Milanese of Milan in the 80s removed the history of railway yards, identifying themselves only in the city center, while they moved to live in the hinterland.

Once the 80s were over, the city of Milan was losing energy as it was setting out to experience an economic, cultural and social crisis..

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